Cinque giorni a New York: il mio itinerario

Ammetto di avere un problema: adoro viaggiare ma non amo organizzare. Prenotare gli alberghi, cercare le soluzioni migliori, individuare il mezzo di trasporto più adatto, scegliere cosa vedere e quando vederlo. Nonostante questa mia evidente difficoltà, ogni volta che programmo un viaggio mi tocca rimboccarmi le maniche e organizzare: ho deciso, quindi, di aiutare quelli pigri come la sottoscritta, che hanno in mente di volare a New York ma sono spaventati dall’idea di dover programmare la vacanza (almeno in parte), oppure non sanno come condensare una città ricchissima come New York in pochi giorni. Qui di seguito, quindi, troverete il mio personalissimo itinerario di cinque giorni nella Grande Mela, per una vacanza di coppia che però può adattarsi benissimo a un viaggio in solitaria o con amici. Fatemi sapere cosa ne pensate e, soprattutto, se vi è stato utile…

New York
Il panorama notturno di New York dal nostro albergo

Ps: Se siete amanti dei musei probabilmente questo itinerario non fa per voi perché ehm… ne abbiamo visitato solo uno. Non perché non ci piacciano, ma perché New York è una città talmente viva e piena, che abbiamo preferito non rimanere ore dentro un museo. Ma questo, naturalmente, dipende dai gusti!

Primo giorno, arrivo a New York

 

Appena arrivati in aeroporto prendiamo l’Airtrain in direzione Jamaica (o Howard Beach, in base a dove avete l’albergo. Nella maggior parte dei casi si prende per Jamaica). Usciti dalla stazione acquistiamo il biglietto di 5 dollari per l’Airtrain (si compra all’uscita), poi compriamo la 7-Day Unlimited-Ride MetroCard da 32 dollari, il biglietto della metro valido per 7 giorni a New York, ottimo per chi come noi prevede di usare la metro più volte al giorno. Considerando il fatto che un viaggio di corsa singola (senza metrocard) costa 3 dollari, è facile valutare il vantaggio di questa scelta.
Breve nota triste: la metro di New York, a mio modesto parere, è una delle robe più complicate al mondo dopo la serie di Fibonacci e il bosone di Higgs, quindi iniziate a farvi un’idea dei vari spostamenti un po’ prima della partenza.
Arriviamo in hotel, precisamente al Lic hotel, nel Queens (carino, economico e vicino alla metro). Facciamo una doccia veloce e decidiamo di buttarci subito alla scoperta di questa città splendida. La prima tappa è il Madison Square Park: facciamo una passeggiata al parco, ma prima ci fermiamo ad ammirare il Flatiron Building e a scattare qualche foto dell’iconico palazzo.

New York
Flatiron Building

Una delle cose che amo di più della Grande Mela è godere delle sedie e dei tavolini che spuntano in ogni dove, specialmente nei parchi. Non esiste l’obbligo (come spesso capita in Italia) di consumare per forza qualcosa al bar per poter usufruire delle sedute: sedie e tavolini sono l’invito che la città fa ad abitanti e turisti di godersi la vita all’aria aperta, tra strade brulicanti e parchi. Ci facciamo una bella passeggiata sulla 5th Avenue fino a Bryant Park e a metà strada ci fermiamo ad ammirare l’Empire State Building. Allunghiamo il nostro percorso fino al Top Of The Rock, l’osservatorio in cima al Rockefeller Center. Se volete ammirare New York dall’alto, le alternative più gettonate sono due: salire sull’Empire o sul Top of The Rock. Io vi consiglio quest’ultimo: il panorama è bellissimo e, tra le altre cose, potrete vedere anche l’Empire State Building (cosa che evidentemente dall’Empire non si può proprio fare, eh eh). I due biglietti per salire sul Top Of The Rock li ho comprati già in Italia, ma è necessario comunque passare dall’osservatorio per per andare a fissare la data e l’orario di salita. (consiglio alba o tramonto ma… date sempre un occhio al meteo. Con la pioggia o i nuvoloni rischiereste di non vedere granché).
Chiudiamo questa prima, intensa giornata a Times Square. Noi abbiamo mangiato un hamburger al volo, ma se volete vivere un’esperienza divertente (e molto turistica) vi consiglio di cenare da Bubba Gump Shrimp Company (do per scontato che abbiate visto Forrest Gump).

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Passeggiando nella Grande Mela

Secondo giorno, la Statua della Libertà

Oggi ci svegliamo presto per muoverci in direzione Battery Park, dove prendiamo il battello che ci porterà a visitare la Statua della Libertà ed Ellis Island. Vi consiglio di portarvi dietro da bere e da mangiare, altrimenti sarete obbligati a pranzare a Liberty Island (e non è molto economico). Visitare la Statua è un must, e gironzolare per l’isola è molto bello. Dopo le foto di rito ci siamo rilassati un po’ sull’erba, ammirando lo skyline oltre il fiume Hudson.

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A noi è bastato guardare la statua da fuori, senza entrare, ma se voi lo desiderate potete visitare anche l’interno (a pagamento e su prenotazione). Dopo un paio d’ore prendiamo nuovamente il battello per dirigerci a Ellis Island, dove visitiamo il Museo dell’immigrazione. Il museo (consigliatissimo) vi offre la possibilità di intraprendere un percorso a tappe simulando lo stesso percorso che gli immigrati dovevano affrontare una volta sbarcati negli Stati Uniti: le lunghe attese, la paura di essere rimandati in patria, le visite mediche, la lingua straniera, il futuro incerto e le tante emozioni. Ce la prendiamo con calma, poi prendiamo il battello e torniamo a Battery Park.

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Il Museo dell’Immigrazione di Ellis Island

Il resto della giornata lo trascorriamo a Brooklyn: se avete le forze, potete attraversare il famoso ponte a piedi, ma è molto bello anche in bicicletta. Noi siamo arrivati sul ponte proprio durante il tramonto, il momento perfetto per scattare! Facciamo un giretto nel quartiere Dumbo ma non vogliamo strapazzarci troppo, quindi dopo qualche foto andiamo a mangiare. Vi straconsiglio il Buzz Bar, appena usciti dal ponte di Brooklyn, un localino all’aperto molto carino e super economico (patatine, hot dog… solite cose insomma. Però molto buone), decorato con lanterne e dotato di un panorama mozzafiato: Brooklyn Bridge e lo skyline di New York!

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Per trovare questo sfondo meraviglioso andate all’incrocio tra Washington St e Water St, quartiere Dumbo

 

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La vista dal Buzz Bar, a Brooklyn

Terzo giorno, Central Park

Central Park è il polmone verde di New York, una città dentro la città. Visitare il parco in un giorno solo è un’impresa impossibile e inutilmente stancante, ma per riuscire a godere del meglio che questo splendido parco ha da offrirvi vi consiglio di fare come noi e affittare le biciclette. Prima di recuperare le nostre bici, però, andiamo a prendere cibo e bevande da Whole Foods Market, in vista di un romantico pic nic sull’erba (noi ci siamo preparati due super insalatone, dopo tonnellate di hot dog e hamburger ci volevano proprio!). Saliamo sulle bici ed entriamo a Central Park, dall’ingresso di fronte al Dakota Building (dove visse e fu ucciso John Lennon). Dentro il parco incontriamo Strawberry Field, un’area sempre dedicata alla memoria di John Lennon. Continuiamo a pedalare verso il Bow Bridge, e qui ci fermiamo per ammirare il romanticismo della scena che ci troviamo davanti. Raggiungiamo il ponte e facciamo un po’ di foto, poi scegliamo il nostro angolino verde nel parco e ci concediamo un rilassante picnic.

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Il romanticissimo Bow Bridge, a Central Park
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Central Park in bicicletta

Finito di mangiare riprendiamo le bici, e continuiamo il giro per Central Park senza però darci una meta, e godendoci le meraviglie dell’improvvisazione. La nostra mezza giornata si chiude così: lasciamo le bici e prendiamo la metro, direzione Greenwich Village. Iniziamo il nostro itinerario alla scoperta di questo incantevole quartiere newyorkese partendo dalla casa di Carrie in Perry Street al numero 64 (la riconoscerete perché c’è una corda davanti alle scale). Se anche voi come me siete delle fan di Sex and The City non dovete rinunciare ad una foto davanti alla storica porta della serie tv. Continuiamo la nostra passeggiata per il quartiere e arriviamo a MacDougal Street. Sulla destra (al 119 di MacDougal Street) troviamo il Caffe Reggio e scopro che il suo fondatore, Domenico Parisi, ha introdotto il cappuccino negli Stati Uniti agli inizi degli anni ’30. All’interno del locale c’è ancora la macchina da caffè originale, risalente al 1902, che Domenico Parisi comprò per aprire il caffé. Tra l’altro in questo locale sono state girate alcune scene del Padrino II, quindi se avete voglia di un cappuccino vi consiglio di fermarvi. In questa zona, fino ad arrivare a Bleecker Street, ci sono molti locali carini per cenare e anche per ascoltare musica dal vivo. Per il dopocena vi consiglio Terra Blues: ingresso a 10 dollari per ascoltare dell’ottima musica blues dal vivo (qui si beve ma non si mangia).

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Greenwich Village

Quarto giorno, Museo dell’11 settembre

Cominciamo la nostra giornata da Wall Street, giusto per portarci a casa la tradizionale foto con il toro e per fare una passeggiata nei dintorni. Uno sguardo alla Trinity Church e poi via, verso il World Trade Center. Vi dico subito che, secondo me, questa tappa è irrinunciabile: affondare i pensieri e le riflessioni su ciò che è accaduto quel tragico giorno darà alla nostra vacanza un nuovo spessore e, in qualche modo, dopo qualche ora trascorsa qui, ci sentiremo diversi. Cominciamo dal Museo dell’11 settembre: avevo comprato i biglietti già in Italia, quindi entriamo senza problemi. Dopo la visita, guidata dalla voce nelle provvidenziali cuffie, usciamo ad ammirare il 9/11 Memorial, un monumento composto da due enormi vasche che occupano lo spazio che una volta era riempito dalle Torri Gemelle, circondato da un bosco composto da 400 alberi. Sul bordo delle vasche sono incisi i nomi delle 3.000 persone che hanno perso la vita sia alle torri che negli altri luoghi degli attentati di quel tragico giorno e anche i nomi dei morti dell’attentato al World Trade Center nel 1993.

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Il 9/11 Memorial

Fra i vari alberi ce n’è uno che merita la nostra attenzione: è il Survivor Tree, che il giorno dell’attentato riuscì miracolosamente a restare in vita nonostante la distruzione circostante. Infine diamo un’occhiata all’One World Trade Center, l’edificio più alto di New York. La nostra giornata continua con una passeggiata a Little Italy (che si riduce a una breve camminata su Mulberry Street). Sconsiglio caldamente di pranzare/cenare qui: prezzi altissimi e qualità discutibile. Da Little Italy ci incamminiamo verso Soho e chiudiamo la serata a Tribeca.

Quinto giorno, Harlem

Oggi è domenica, quindi ci fiondiamo ad Harlem di buon mattino, in cerca di una chiesa in cui poter assistere a una Messa accompagnata da un coro gospel: purtroppo non siamo riusciti nel nostro intento, ne abbiamo trovate un paio ma la fila fuori dalla chiesa era troppo lunga e abbiamo desistito. Facciamo comunque un giro in zona e rimaniamo fino all’ora di pranzo. Dopo mangiato torniamo sulla 5th Avenue per gli ultimi acquisti, diamo ancora un’occhiata all’Empire State Building e poi ci dirigiamo al Top Of The Rock per ammirare New York dall’alto.

New York
La veduta dal Top Of The Rock

Purtroppo la giornata non era delle migliori, un po’ troppo nuvolosa, ma la vista vale comunque il biglietto. Il resto della serata lo abbiamo passato a zonzo, perdendoci nella meraviglia di questa città di cui siamo riusciti a vedere solo una piccola, piccolissima parte. Cinque giorni bastano per vedere New York? Assolutamente no, forse non basterebbe un mese intero. Ho voluto però darvi una sintetica idea di quello che potrebbe essere il vostro itinerario, tenendo presente che dovrete camminare ma non ammazzarvi vedendo centomila cose in un’ora. Spero che questa scaletta possa fare da base alla vostra vacanza, che naturalmente dovrete personalizzare in base ai vostri gusti e alle vostre esigenze. Per quanto improvvisare sia divertente, consiglio comunque di informarvi il più possibile da casa, comprare i biglietti in anticipo e magari segnarvi già i nomi di alcuni ristoranti o negozi in cui volete passare, in modo da ottimizzare il tempo e non perdere ore inutili non sapendo dove andare o come andarci. Se per voi è la prima volta allora vedrete che amerete questa città alla follia, così come l’ho amata io… tenetemi aggiornata!

Brooklyn

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Brooklyn

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